8 Marzo in corteo a Berlino, Germania

Thu, 08 Aug 2024 · di Caterina Finelli

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Foto — 8 Marzo in corteo a Berlino, Germania (ph. Raquel García)
Ti racconto come è andata la manifestazione Frauentag di Unter Den Linden a Berlino, la Giornata Internazionale dei diritti delle Donne. Il nostro spezzone italofono ha sfilato tra blocchi latinoamericani, transfemministi, padelle e passeggini, e anche se non tutto è andato come speravamo, abbiamo portato a casa le penne e siamo tornatə tuttə insieme.

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  • 1KreuzbergIl quartiere dei cortei e della resistenza
  • 2HermannplatzLa piazza-simbolo di Neukölln e Kreuzberg
  • 3Kottbusser TorIl centro pulsante di Kreuzberg
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L'arresto nel porticato

Siamo arrivate a tre minuti dalla Bild, punto di arrivo del corteo, quando c'è stato un movimento strano. Da destra sono scattati velocissimi i poliziotti: ho visto letteralmente una kefiah volare davanti ai miei occhi, con dentro una testa agganciata con il gomito sotto il collo. Malamente.

Le persone si sono bloccate sotto un porticato a gridare alla Polizia di lasciare andare chi avevano preso. Metà di noi era risucchiata dentro, con tutti i telefonini alzati a filmare. C'era un giornalista con il treppiede che cercava di riprendere perché — cioè, l'unica cosa che puoi fare è creare documentazione da mettere subito su internet.

In Germania la Polizia ha il numero identificativo. Ho capito, però prima devi riuscire a prendere nota subito — e secondo, se non ci riesci, te lo devono dare e non te lo danno.

Poi sono arrivati quelli dell'organizzazione con le pettorine arancioni: non fermatevi, dovete andare avanti. Dietro c'erano camionette e divise, davanti la nada. Abbiamo messo lo striscione per terra cercando di capire cosa fare, perché umanamente non vuoi lasciare indietro chi è stato preso.

La meccanica della paura: chi si può permettere di resistere

Le forze dell'ordine sanno bene come funzionano le persone: quando mirano nella folla non vanno a prendere l'armadio di sei metri, vanno a prendere la persona piccola o quella che hanno già visto. Sanno cosa succede? Succede che gli altri cercano di proteggere.

La vera domanda è: me lo posso permettere? Magari non ho l'Anmeldung, magari non parlo tedesco, magari non sono dell'Unione Europea, magari ho la pelle un po' troppo scura. È una questione di privilegi.

Resistenza a pubblico ufficiale è un casino. E secondo me è esattamente così che il meccanismo della democrazia si disinnesca — almeno questo è il tentativo.

  • La polizia ha fermato manifestanti con la forza durante il corteo all'8 marzo
  • Il corteo partiva da Hermannplatz e arrivava davanti alla sede della Bild

La coda del corteo: essere seguiti

Quando il corteo si è concluso, abbiamo visto piccoli gruppi di poliziotti staccarsi dal retro e seguire chi stava tornando a casa. Ci hanno soltanto guardato — non hanno detto niente, non hanno fatto niente — però guardavano: qual è il gruppo, da che parte va, chi porta cosa.

Non è stata una sensazione bella, considerato che eravamo il corteo degli unicorni coi coriandoli, le pentole, il tulle, muschi e licheni. Non siamo scese con le mitragliatrici — siamo scese con i tamburelli e i festoni di carnevale.

Foto — 8 Marzo in corteo a Berlino, Germania (ph. Raquel García)
Raquel García · Unsplash

Il cavallo di Troia del perreo

Il blocco de las culetas è stato un modo per disorientare chi era lì per mantenere l'ordine. Loro si aspettano un corteo che sappiano leggere visivamente: simboli, canzoni, bandiere. E tu non glieli dai. Arrivi e fai il cavallo di Troia.

Tra le file dei lor signori con la mazza calda, ci metto tutte e due le mani e anche i piedi sul fuoco: c'è qualcuno che non vedrebbe l'ora di stracciarsi la divisa e aggiungersi alla fiesta non appena parte la cassa in quattro del perreo.

Come al mio solito cerco di buttarla sul ridere, soprattutto quando le robe fanno paura. Quest'anno è andata così. Se non altro eravamo tutte insieme, e tutte insieme siamo tornate.