Cocaina, guerriglia, desplazados. Casa de la Memoria, Medellin, Colombia.

Mon, 25 Mar 2024 · di Caterina Finelli

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Foto — Cocaina, guerriglia, desplazados. Casa de la Memoria, Medellin, Colombia. (ph. Luis Becerra  Fotógrafo)
Il database della guerra "invisibile" colombiana è conservato nelle barre rap e nei totem parlanti del Museo Casa de la Memoria, nella Medellín orientale. É un posto ipermoderno e visitarlo ti polverizza, ma spiega anche cosa fare perché qualcosa cambi, forse, nel futuro.

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  • 1Memory House MuseumIl museo della memoria storica
  • 2BombonaQuartiere Bombona tra vecchio e nuovo
  • 3Tram station Buenos AiresLa fermata del tranvía
  • 4Bicentenario_Cll. 49 con Cra. 38Stazione metro Bicentenario
  • 5San AntonioLa fermata metro San Antonio
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Arrivare al quartiere Buenos Aires: la Medellín vera

Mi trovo nell'intersezione fra Bombonà, Enciso e Sucre, a est rispetto al centro. Dal metrò blu scuro si cambia sulla tramvia verde scuro, si sale per quattro fermate e si arriva qui. "Qui" è una parola grossa, perché non sembra un posto vero: i primi due piani di tutti i palazzi sono completamente sbarrati con barre di metallo e materiale di recupero.

Il quartiere si chiama Buenos Aires ed è la Medellín vera — non è Poblado, non è Laureles. Ogni edificio ha una protezione metallica con vari metri di filo che non sembra proprio dire benvenuti. Sono contenta di vedere finalmente qualcosa di autentico, di capire dove e come vivono le persone. Dall'altra parte, la prossima volta: Uber e ciao.

La Casa de la Memoria: un museo che polverizza

Sono andata a vedere la Casa de la Memoria. Non te la infiocchetto: è un posto devastante, mi ha spezzato in mille briciole e mi ha veramente polverizzato. Però è un posto che bisogna assolutamente andare a vedere, nonostante sia super complicato e richieda tanta energia cerebrale.

La Casa de la Memoria è stata aperta per conservare la memoria delle vittime del conflitto armato a Medellín, nella regione di Antioquia e in tutta la Colombia. La guerra esiste, è ancora in corso, non è ancora finita. È una guerra invisibile, diversa da quelle che raccontano al telegiornale, che resta ai margini del racconto internazionale perché le parti in gioco sono ancora vive e vegete.

Già il fatto che esista un posto come questo — chapeau all'Amministrazione della Città.

  • La Casa de la Memoria si raggiunge dal metrò blu cambiando sulla tramvia verde per quattro fermate
  • Il quartiere Buenos Aires è la Medellín che non si vede nelle guide: primi due piani sbarrati con ferro

Chi sono i Desplazados

Il museo parla delle testimonianze delle vittime di diverso tipo. Ci sono le vittime degli scontri tra forze paramilitari, esercito regolare, guerriglieri e narcotrafficanti. E poi ci sono i desplazados — in italiano: gli sfollati. Persone costrette a lasciare il posto dove abitano perché rischiano la vita.

Principalmente si tratta di persone che avevano una vita più che dignitosa — allevatori o coltivatori di caffè, banane, canna da zucchero. A un certo punto vengono costretti con la forza a convertire le loro colture in piante di coca. Chi si oppone viene minacciato di morte. Chi sopravvive e resta racconta la propria storia in questo museo — lo fa in modo spettacolare.

Non è un museo dove c'è la pappa pronta, dove cammini ed è tutto pronto da guardare. Questo qua potrebbero tranquillamente ribattezzarlo "esperienza interattiva di conservazione della Memoria", perché tutto quello che è disponibile deve essere utilizzato dai visitatori.

Foto — Cocaina, guerriglia, desplazados. Casa de la Memoria, Medellin, Colombia. (ph. nrd)
nrd · Unsplash

Le storiografie interattive: la cronologia del conflitto

Ci sono grandi schermi touchscreen dove ci si siede con le cuffie e si può accedere alla cronologia dei fatti dall'inizio dell'Ottocento fino a dieci anni fa. Si trovano articoli di giornale, notiziari, parti di documentari che parlano di tutta la storia — non soltanto di Medellín, ma della Colombia e della violenza che la popolazione civile ha sofferto in tutto questo periodo.