L'invito inaspettato
All'ultimo minuto, mentre stavo tornando a casa dopo aver cenato con una mia amica, mi scrive un altro amico che non vedo da illo tempore e mi dice: "Caterina, c'è l'Italo Disco vicino a casa, all'Urban Spree". E io ho fatto: fatalità! Stavo proprio tornando da Frankfurter Allee, questa fermata della metropolitana dove più o meno abita la mia amica.
Saluto, una birretta e vado a casa. Certo, certo sicuramente.
Quindi arrivo all'Urban Spree, mi siedo fuori dall'ingresso che tra l'altro è a pagamento. Il mio amico arriva tutto in ponte: "Ciao, ciao, ciao, come stai? Dai, vediamo ce n'è una". Quindi entriamo in lista, senza avere la lista, con una grandissima cara de ceto.
Franz Scala e la magia dell'essere italiani
Dopo 5 minuti succede quello che nessuno si sarebbe aspettato: arriva uno dei famosi personaggi della line-up di cui io ridevo tanto, Francesco Scala, detto anche Franz Scala. Il fatto che questa persona parlasse con il mio amico ha attirato questa girandola di altre persone sconosciute che hanno iniziato a presentarsi: "Ah ciao, ah ciao, ah ciao, ah sei italiana, ah ciao sei italiana, wow".
Perché in questo tipo di eventi probabilmente essere italiani è un segno più, anziché una nota di demerito come vivere a Berlino di solito quando ti guardano come se fossi un macaroni e ti chiedono subito da dove vieni.
Io tra l'altro ero vestita come un Kinder Fetta al Latte ieri sera, avevo mezzo metro di calze sotto i ginocchini come fossi pronta a tirare in porta come Messi, con le mie scarpette azzurre e le mie cicliste colorate.
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Storie nere e incontri improbabili
Il nostro amico Franz Scala ha tirato un montón di gente, quindi avevo iniziato a chiacchierare: il bulgaro architetto, il francese giornalista, un altro giornalista tedesco che era alla Diaz durante il G8 di Genova. È finita veramente a storie nere, robe nere o traverse.
All'Urban Spree, che è un posto dove puoi beccare l'Italo Disco, ma puoi beccare i sacrifici umani, puoi beccare le partite di calcetto. È veramente uno di quei posti dove quando c'è bel tempo puoi sederti con vista treno - raga, che bomba!

Il mistero dell'Italo Disco tedesca
Io per tutta la sera, ma anche per tutta la vita in realtà, mi sono sempre chiesta: ma cosa gliene frega ai tedeschi della Italo Disco? Non capisco come mai questo genere sia così popolare da queste parti. Qua almeno una volta alla settimana trovi qualcosa del genere, e ieri era imballato, non ti muovevi, avevano addirittura due piste.
L'amico Franz Scala mi ha informato che l'Italo Disco l'hanno inventata i tedeschi!
A un certo punto della storia, verso l'anno '80, un'epoca in cui in Italia si ballava sull'orlo del precipizio ma comunque si ballava alla grande col drink in mano, cominciano a uscire fuori un sacco di produzioni di questo tipo, non soltanto dall'Italia ma anche dalla Francia e alcune tedesche.
L'etichetta che ha fatto storia
I tedeschi che cosa dicono? Dicono: "Eh, ma questo qua è un genere, mettiamoci l'etichetta Italo Disco sopra e vediamo come va". E come va? Va che è un piacere, perché sono passati quanti anni ormai, un megabotto, ci abbiamo fatto dei figli nel frattempo e ancora si balla un sacco, si spinge un sacco.
Non è il mio genere preferito però non posso dire di non essermi divertita, mentirei!
Quindi sulle mani per l'Italo Disco e sulle mani per me che devo risorgere!