L'antica rivalità tra slavi e germani
Camminando per la città con la mia anfitrione Sanja ho scoperto tutta una serie di storie e leggende che piano a piano ti racconterò. Una su tutte è quella che ci racconta la lunga amicizia tra gli slavi e i germani. Questi due popoli bisticciavano per un motivo molto semplice: espansione territoriale con poco amore e molto spargimento di sangue.
I germani chiamavano gli slavi con la parola sclaveni o sclavi, mentre gli slavi, non capendo una mazza di quello che usciva dalla bocca del nemico, hanno deciso che li avrebbero chiamati con la parola neem, che significa muto o silenzioso.
Gli slavi pensavano che i tedeschi, anziché parlare una lingua vera e propria, in realtà come le bestie emettevano semplicemente una barbara sequenza di suoni diversi.
Il paradosso del turismo moderno
Guardando nel sito dell'ufficio turistico e delle statistiche pubblicate per l'anno scorso ho scoperto che il palmarès del turismo per l'isola di Hvar del 2024 vede sul podio al primo posto i turisti tedeschi: tre milioni hanno visitato l'isola l'anno scorso. Al secondo posto ci sono i turisti dalla Slovenia con un milione e mezzo, e al terzo posto quelli provenienti dall'Austria con un milione e mezzo di presenze.
Ti basta camminare un po' per strada e ti accorgi subito che nell'aria cominci a sentire quel ja ja di Oktoberfest e ti viene subito un brivido freddo.
È sorprendente se uno pensa che i tedeschi e gli slavi in realtà non erano amici per nada nel passato: nelle loro vite precedenti erano proprio acerrimi antagonisti all'ultimo sangue.
- La parola tedesca 'Sklave' deriva dal nome slavo 'Slav': la storia dell'espansione territoriale germanica
- I germani chiamavano gli slavi con quella parola per descrivere chi veniva catturato in guerra
Il trappolone dei viaggi clone
Viaggiamo per sorprenderci, però poi torniamo a casa e ci accorgiamo che la fotografia che abbiamo scattato è identica a quella che c'è su Google Images. Io lo chiamo il trappolone dei viaggi clone, ecco perché la mia mappa sono state le persone.
Alla fine i viaggi con quelle liste delle dieci cose da fare sono tutti uguali, mentre il bello di viaggiare è tornare a casa con dei ricordi veramente tuoi, nel bene ma soprattutto nel male.
È vero che sono le persone a fare i posti, io sono alfiera di questa filosofia e credo che sia ampiamente dimostrabile in moltissimi posti del nostro amato pianeta.
La semplicità del croato
Ma domani Pia, abbiamo fatto la balla di Alì Babà costruttive, e il croato non si può imparare? Difficile, come dobbiamo fare, come si legge, come si scrive? Madonna, Sanja è facilissimo!
Per esempio, per fare amicizia con qualcuno prendi la frase "come ti chiami", non ti mette la vergogna: tu vai là dalla persona, fai un bel sorriso, togli le vocali e gli dici "come ti chiami" e quello è croato, quello è croato puro e capisce.
Quindi basta con queste scuse, non far sentire che il croato è una lingua difficile!